lunedì 19 dicembre 2011

I mali di Trieste

Da "Il Piccolo" del 19/12/2011 [link]
Un'acuta analisi dell'impasse economica triestina:

Imperi economici furono ereditati da un solo primogenito, schiere di figli cadetti furono spinti [...] a emanciparsi dal lavoro e dal profitto, e a virarsi su arti liberali, cultura, assicurazioni, finanza, scuola. Su economie improduttive. Evoluzione “chic”, ma siamo qua: colti, poco industriosi.
Ecco il problema, assicurazioni e finanza sono economie improduttive, trastulli da bamboccioni, come del resto anche le arti liberali, la cultura e la scuola.

giovedì 27 ottobre 2011

Materia grigia

C'è quindi una correlazione tra la densità di materia grigia e il numero di amici che abbiamo su Facebook.

Se ne deduce che una donna può aumentare la propria materia grigia semplicemente usando per il proprio profilo una foto che la ritrae in costume da bagno.

Una spiegazione semplice ma accurata di questo fenomeno è reperibile in questa presentazione, nella slide 6.

venerdì 7 ottobre 2011

Steve Jobs no xe morto per vero

El se ga trasferì in incognito a Trieste, in un laboratorio segreto, per portar avanti le robe che ghe interessa e che no i ghe lassava far ala Apple, perché ormai el publico se speta quele robe là e quel i ga de far, e lui el se anoiava ormai.

In anteprima, i gadget tecnologici che rivoluzionerà le vostre vite de qua a 2-3 anni. La mia no, che so zà.

iLo
Cercapersone location-aware, ma no una roba qualunque: el segnala solo quei che no se se 'speta de trovar in un posto, tipo no Toio in Portizza che xe sempre là. Cussì quando che se vedi che un xe dove che de solito no, se ziga "iLo!"

iGor
Asistente virtuale, che se ghe se comanda sul telefono (anche Symbian/Nokia e Android, perché ormai de Apple a Jobs no ghe frega più, ma no Windows Mobile perché quel proprio no ghe va zò). Qua xe stà pupoli perché Apple ga messo una roba compagna sul novo iPhone, alora questo per diferenziarse el xe 'sai bruto de veder. Ma inguardabile propio, tipo con l'ocio losco.

iVar
Dispositivo da cucina, che ciapa quel che xe vanzà in frigo e missia una salsa adatta al piato che se fa. Funziona mejo con ròsbif e carni ala griglia, però col tempo le nòve release farà anche per pasta, riso, pesse...

iDussina
El progeto più inovativo de tuti: no un prodoto tecnologico, ma un parco a tema che se poderà zogar al casinò e i croupier sarà vestidi de personagi dei film Pixar, e se bevi solo Fructal.

domenica 14 agosto 2011

Noi delle vecchie province

Roma, 30 aprile 2012 - era nell'aria ormai da settimane, ma la giornata sembra scelta di proposito: dopo la soppressione della festività del primo maggio, era proprio questo il giorno in cui il rimpianto per il mancato ponte si sarebbe fatto sentire più acutamente. Un giorno simbolico negli effetti combinati della soppressione della provincia e del ponte primaverile, acutamente descritti dai commentatori sul sito del principale quotidiano triestino come "un colpo all'orgoglio e uno al morbin". Mai e poi mai i Triestini avrebbero accettato di far parte della provincia di Udine, e tanto meno di vedere il friulano insegnato nelle proprie scuole. Il fallimento della proposta di accorpare le province di Gorizia e Trieste, osteggiato dai Goriziani che rivendicano un'indipendenza giustificata da fattori storici ma improponibile sul piano demografico, ha lasciato gli orgogliosi "muloni" con una sola scelta: andarsene per conto proprio.

L'Italia perde dunque Trieste, che con una maggioranza schiacciante al referendum locale ha deciso di unirsi alla Slovenia. Una prospettiva che, solo pochi mesi fa, sarebbe apparsa incredibile: storicamente conservatrice, con un'anima nazionalista che per decenni ha condizionato le scelte politiche delle varie maggioranze succedutesi alla guida della città, Trieste porta ancor oggi i segni dei laceranti eventi del primo dopoguerra. Eppure, complice un'incredibile concatenazione di fattori decisivi, il 97% dei Triestini ha scelto di cambiare patria.

Il sindaco Cosolini si appresta a lasciare la poltrona a un'inedita coalizione "di solidarietà cittadina" che vedrà il ribelle Bandelli a guidare l'attuale giunta, con la sua rappresentanza nel consiglio lasciata libera di decidere, di volta in volta, come votare.

Ma come si integrerà Trieste, con più di 200.000 abitanti, in una nazione di neanche due milioni di cittadini? Il governo sloveno uscente, che proprio con questo incredibile evento si è risvegliato da un'agonia di quasi un'anno, ha garantito la costituzione di una sorta di regione a statuto speciale, in cui la lingua maggioritaria sarà l'italiano, e che comprenderà anche i comuni dell'Istria slovena. Il punto di forza di questa nuova regione sarà ovviamente il porto unico Trieste-Capodistria. Si parla già di ingenti investimenti esteri, dall'Europa centrale, per rilanciare quello che negli annunci trionfalistici della stampa slovena, diventerà "l'apice del Mediterraneo in Europa".

Per Cosolini, lasciata la poltrona di sindaco di Trieste, pare ormai scontata la vittoria alle imminenti elezioni politiche slovene, nelle quali correrà come candidato premier per la coalizione di centrosinistra con la formazione "Zares - Per bòn".

da "La Repubblica", 30 aprile 2012

Articoli correlati:
  • Questa è davvero la fine del Berlusconismo, di Eugenio Scalfari
  • Intervista con Roberto Cosolini (interrotta dopo 37" a causa del corso intensivo di lingua slovena al quale il sindaco si è dovuto recare con urgenza)

domenica 8 novembre 2009

Go fato un sogno

Sognavo che el capo dela Union dei Istriani se organizava coi sui amici e con quei che comenta furiosi su Bora.la per andar a protestar a Sežana ala presentazion del film "Trst je naš", che el titolo li ofendi.
Sognavo che i rivava là, e che i trovava anche altri che zigava contro del film e cussì tuti insieme vigniva fora propio una manifestazion bela grande.
Una volta rivàdi e 'ndai dentro tuti quei che gaveva l'invito per veder el film, 'sti mati - contenti de gaverghele cantade per ben - andava in tel baréto là vizin a bever un bicier e in quela i se acorgeva che quei altri che iera là a protestar era quei del giro dei nostalgici de Tito (quei convintoni, eh) che i se gaveva 'rabià per via che el film li cioleva via. Però ormai i gaveva zà ordinà de bever per tuti, e insoma pazienza.

domenica 1 novembre 2009

La telefonata

Dopo anni di interruzione delle intercettazioni, siamo venuti in possesso di un significativo documento. Purtroppo non siamo in grado di offrirvi la registrazione delle voci dei protagonisti, ma soltanto la trascrizione delle frasi pronunciate da un lato del filo. Consci dell'importanza delle informazioni in esso contenute, offriamo ai lettori questo frammento.

- Pronto? Mama, te son ti?
- Sì, go capì, ma per favor se no xe robe urgenti te prego, lassa che ciamo mi.
- Te go dito mile volte, ciamo mi perché col computer no me costa meza pensiòn ogni volta come a ti. E dopo, perché cussì tegno conto del fuso orario e no capita che te me ciami a 'sta ora, che qua in Australia xe le tre de matina.
- Ma cossa che xe finida l'ora legal, mama, coss'te vol che cambi.
- Sì, va ben, se no fussi per el Ti Gi Erre no te saverìa gnanche che ora che xe perché de quando che xe morta la Debegnac no te vedi più suo nipote tanto cocolo che te giustava l'orologio co' cambia l'ora, però scolta mama, xe sempre oto ore de diferenza.
- Certo che sul telefonìn l'ora xe giusta, el giusta da solo.
- Come el sa cossa so mi, xe tuto computerizado, per quel funziona.
- Anche quel dela Jovanovic sarà computerizado, certo, anche se xe quel vecio de suo fio che lo gaveva ciolto in Serbia.
- Sì. No, no vignimo per san Giusto, no gavemo el ponte qua.
- Sì mama, se sentimo la prossima setimana. Ciau, mama.

giovedì 15 gennaio 2009

Problemi.

E, certo, xe un problema suo de lui. Facile che'l sia preocupà. I podessi dirghe che'l ghe convien dar una consulenza per sistemar un poco el PD, magari.